San Francisco Craft

Il Craft a San Francisco: a state of mind

Durante il periodo natalizio abbiamo fatto incursione in una delle città più attente agli stili di vita sostenibili, all’artigianalità e al valore dei prodotti locali che l’Occidente conosca, San Francisco.

San Francisco

Il prodotto fatto a mano e il pezzo unico non posseggono qui solamente un valore artistico aggiunto, ma sono parte integrante dello stile di vita quotidiano: a state of mind, un’ inclinazione naturale.

L’evoluzione moderna del movimento artigianale può essere infatti rintracciata in parte nei movimenti di contro cultura nati a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, che portarono una forte attenzione verso l’espressione libera e personale dell’individuo e gli oggetti fatti a mano con materiali naturali: un’alternativa alla produzione industriale di massa, contestata e controversa.

sixties

Molti quartieri e diverse zone della città sono ricchi di prodotti fatti a mano da designer indipendenti e locali e le università sostengono la formazione attraverso programmi di studio specifici. Il California College of the Arts, per esempio, ha una lunga storia d’impegno verso le discipline artigianali, ma oggi l’obiettivo è traghettare queste attività verso il futuro. Così integra i propri programmi con corsi specifici sulle tecniche di lavorazione dei materiali, quali vetro, ceramica, metalli, tessuti eccetera.

Dalle strade ai grandi musei, il design fatto a mano non manca di stupire: The Dorothy & George Saxe Collection of Contemporary Craft, una delle più grandi collezioni di opere d’artigianato artistico, per citare un caso esemplare, è esposta nel principale museo della città, il De Young Museum. La collezione contiene opere in vetro, ceramica, legno, tessuto e metalli e si distingue grazie alla presenza di lavori di artisti quali Lino Tagliapietra, Robert Arneson, Dale Chihuly, Viola Frey, Sam Maloof, Manuel Neri, Peter Voulkos e Beatrice Wood.

La Paul and Kathy Bissinger Collection, in visione in un altro dei luoghi più densi di arte della città, l’Asian Art Museum, celebra la produzione contemporanea della ceramica in Giappone. Tradition on Fire: Contemporary Japanese Ceramics from the Paul and Kathy Bissinger Collection presenta 22 opere in ceramica di 20 artisti che riprendono la lunga tradizione della ceramica giapponese e la rinnovano attraverso sperimentazioni estreme e nuove influenze estetiche.

Il Museum of Craft and Design, piccolo gioiello nel DogPatch district, attraverso le sue mostre, attività di studio e workshop aperti al pubblico, stimola il dibattito sul ruolo del craft e del design nella cultura contemporanea.

Sempre nel DogPatch abbiamo scovato un’interessante e dinamica realtà, Workshop Residence, che stimola collaborazioni tra artisti e artigiani locali al fine di creare produzioni e linee di oggetti d’uso per la vita quotidiana. Gli artisti in residenza possono usufruire di uno studio, un appartamento, uno stipendio e budget per la produzione delle proprie opere, che poi saranno messe in vendita. Progetti di collaborazione sul territorio, per stimolare la crescita economica e la creatività.

Dalla manualità diffusa alle stelle dell’arte contemporanea, l’artigianalità è valore comune e apprezzato: uno su tutti, Ai WeiWei, nella sua commovente installazione site specific all’interno del penitenziario di Alcatraz, @Large, ha trasformato gli impianti delle celle nei reparti dell’ospedale in fantastici e fragili bouquet di porcellana. L’artista ha creato intricate e delicate composizioni inserite all’interno dei bagni e nei tubi della prigione, trasformando, provocando e stravolgendone l’immaginario tipico.

L’identità culturale qui oltrepassa la tradizionale, e tipicamente occidentale, dicotomia tra arte e artigianato attraverso la produzione di oggetti che posseggono simultaneamente un ruolo rituale, funzionale e artistico nella società.

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