Isaiah Zagar

I giardini magici di Filadelfia

Se vi trovate a Filadelfia e siete stanchi dei grattacieli in vetro e della tranquillità borghese del centro cittadino, cambiate aria e dirigetevi a South Street, una lunga via nel settore sud occidentale, nel quartiere più punk della città.

South Street Philadelphia

In mezzo agli edifici colorati e stravaganti, vi capiterà di imbattervi in intere facciate di palazzi ricoperte da singolari mosaici in ceramica, vetro e materiali vari.

magic garden philadelphia

Si tratta delle opere di Isaiah Zagar, il più celebre artista musivo di Filadelfia:

isaiah_zagar

Ritornato negli anni ’60 ad abitare nella città natale dopo la giovinezza trascorsa a New York e tre anni di lavoro in Perù in collaborazione con artisti indigeni, Zagar ha intrapreso un lavoro di decorazione e abbellimento degli edifici di South Street che si protrae fino a oggi.

La sua opera più complessa e importante sono i “Magic Gardens”, un complesso di edifici che sono al tempo stesso un’installazione tridimensionale immersiva e uno spazio galleristico – museale. I Magic Gardens vennero iniziati da Zagar nel 1994, quando l’artista decise di ripulire due lotti di terreno abbandonati e adiacenti alla sua proprietà, circondandoli con una recinzione che rivestì interamente di mosaico. Nel corso dei quattordici anni successivi, l’artista si è dedicato a scavare tunnel e gallerie, scolpire pareti multi-strato, piastrellare e intonacare i 3.000 metri quadri dello spazio.

magic gardens philadelphia

I mosaici sono intarsiati con poesie, citazioni, nomi di artisti che hanno ispirato Zagar, con ritratti e figure di persone e animali.

Sono realizzati con i materiali più vari, che contano dai più tradizionali pezzi di vetro e ceramica a oggetti di riciclo, come bottiglie, ruote di biciclette e piatti rotti.

magic gardens - detail

Zagar afferma di ispirarsi a molteplici artisti, da Picasso a Kurt Schwitters ad Antoni Gaudì, e soprattutto al poco conosciuto ed eccentrico Clarence Schmidt, autore della casa-installazione “Miracle on the Mountain” di Woodstock:

Miracle on the mountain

I “Magic Gardens” hanno subito una trasformazione definitiva nel 2002, quando il proprietario dei terreni abbandonati adiacenti alla proprietà di Zagar minacciò l’artista di distruggere i mosaici da lui creati se non avesse acquistato i terreni per 300.000$. L’artista iniziò dunque una campagna di raccolta fondi che, grazie a donazioni private e al supporto della collettività, portò alla salvezza della proprietà e alla nascita della Fondazione Philadelphia’s Magic Gardens.

Grazie alla Fondazione, è possibile visitare i Magic Gardens durante tutto l’anno; se però vi recate a South Street durante i week-end nei mesi compresi tra Aprile e Ottobre, potrete partecipare a un workshop e aiutare l’artista a completare un altro pezzo del suo interminabile lavoro!

zagar at work

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